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Le tradizioni ladine

Usanze e tradizioni secolari fanno parte della cultura ladina

By Alex Moling (38)

Nel corso dei millenni nelle valli ladine sono emerse innumerevoli tradizioni. Lo sviluppo dell'economia da una cultura puramente agricola ad un'economia prevalentemente turistica non ha soppresso le tradizioni, benchè queste in gran parte abbiamo subito delle variazioni. Molte delle tradizioni ladine sono legate ad antiche credenze popolari e religiose.


Ognissanti – primo novembre
La madrina o il padrino di battesimo regalano ai loro figliocci una focaccia dolce a forma di cavallo con cavaliere ai maschi ed una a forma di gallina alle femmine. Queste focacce hanno un diametro di 40-50 cm e sono cosparse di zucchero granulare.

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San Nicolò – sei dicembre
San Nicolò nei panni di vescovo accompagnato da angeli che recano doni, ma anche da diavoli con campanacci e catene si reca nelle case dei bambini per valutare la loro condotta. San Nicolò decide se premiare i bimbi o se farli spaventare dai diavoli. Anni addietro nei masi più distanti ove non c’era la possibilità di far arrivare S. Nicolò di persona, i bambini esponevano le scarpe e al mattino si precipitavano col batticuore a controllare se queste contenevano qualche dono, oppure una frusta.

©Alex Moling (3)

Avvento e Natale
Alla festa di Natale ci si prepara in famiglia già in Avvento, cioè nelle quattro settimane che la precedono. Nelle lunghe serate autunnali si provvede ad allestire il presepe che verrà sistemato in un angolo della stube.
L’albero di Natale non ha una lunga tradizione nei nostri paesi, i proprietari di boschi erano restii a sacrificare le giovani piante. I pochi che potevano permettersi un alberello lo ornavano con biscotti fatti in casa, qualche mela e nastri colorati.

Capodanno
La tradizione vuole che per l'Anno Nuovo si regali la “bambona”: una focaccia rotonda con impressa una stella, che sosituiva il pane duro di segala e orzo per la prima colazione. Oggi questa necessità non esiste più e la “bambona” ha cambiato volto, ma l’usanza è rimasta. I bambini passano di casa in casa augurando il buon anno con il detto “bun de, bun ann a te y la bambona a me” (buon giorno e buon anno a te, e la bambona a me). Naturalmente si muniscono di borse capienti in attesa di doni.

Domenica delle Palme - processione a La Villa

Domenica delle Palme
I fedeli portano i rami di ulivo in piazza per farli solennemente benedire davanti alla chiesa. I bambini decorano lunghi bastoni con gattini di salice, rami d'ulivo e nastri colorati. Dopo la Santa Messa, i rami d'ulivo vengono attaccati ai crocifissi appesi in casa, mentre i rami dell'anno precedente vengono bruciati.

Uova pasquali

Pasqua
Dopo il digiuno quaresimale, il pranzo pasquale acquista grande importanza. La tradizione vuole che si porti a benedire un bel cesto contenente lo speck, le uova colorate, la treccia di pane dolce e la radice di rafano (cren).

Le uova pasquali hanno ancora una funzione particolare nell’iter del corteggiamento. La tradizione vuole che il giorno di San Giuseppe, 19 marzo, i giovani si recano a casa delle ragazze per “prenotare” le uova,che andranno a ritirare il giorno di Pasquetta. Si danno due uova a chiunque le chieda, quattro uova sono un segno esplicito di negazione, mentre si danno sei uova all’innamorato prescelto. Dodici uova, sistemate in una scatola di vetro ben decorata si regalano al fidanzato l’anno del matrimonio.

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L’assunta – 15 agosto
In ladino ferragosto si chiama “S. Maria dal ciüf” (la Madonna dei fiori). Le donne portano un cesto colmo di fiori, allestito con gran maestria, in chiesa per la benedizione. I fiori, raccolti nei prati o coltivati in giardino vengono poi seccati e mescolati al foraggio per preservare gli animali da malattie.